Sottocasa food- non il solito Abruzzo – Via dei Crispolti, 102 – Roma


Sottocasa food è un accogliente pub sito non lontano dalla stazione Tiburtina, dove assaporare la cucina abruzzese in modo alternativo:
un angolo d’Abruzzo che supera gli stereotipi
come lo ha definito Andrea Buccini, il proprietario.

L’idea portante, che ha coinvolto anche la Lady Chef Abruzzo Antonella De Titta nell’ideazione dei “piatti” del menu , è quella di valorizzare attraverso una cucina creativa le materie prime d’eccellenza di questa regione partendo, tuttavia, dalla tradizione enogastronomica abruzzese.


Il locale, seppur di modeste dimensioni, offre una piacevole atmosfera vintage che fa pensare subito agli anni ’50, soprattutto per il ricorrere del colore verde acqua, nonostante la volontà di miscelare il tutto in uno stile industrial. Il progetto degli interni, studiato e realizzato insieme all’architetto Matteo Simonetti, ha previsto l’inserimento di elementi in ferro neri, realizzati appositamente da un fabbro specializzato, sia nell’area del bancone che per gli elementi sospesi al muro e per le lavagne.




La sala unica è spazialmente divisa in due aree: l’area che accoglie il bancone e il cui spazio retrostante è utilizzato per la confezione dei panini e l’area restante che offre uno spazio per i tavoli e un angolo con sgabelli a ridosso di una delle due vetrine.












Interessante è la parte grafica che comprende il logo e l’impaginazione del menù. Il logo mette insieme le idee su cui si fonda il concetto base del locale stesso, di cui sopra abbiamo accennato: Sottocasa come un punto di ritrovo dove gustare un panino e apprezzare sapori abruzzesi miscelati in un modo diverso dal solito.

Se la parte grafica è stata curata da un professionista, le vignette che troviamo sulle simpatiche tovagliette nere sono state disegnate da un cliente.


Altro regalo di amici, in occasione dell’apertura, è stato il lampadario posto sopra la mensola in vetrina, che è ormai diventato il simbolo del locale stesso per la sua particolare forma e per la sua collocazione proprio sopra l’insegna impressa sul vetro.

Di Maria Campanaro e Claudia De Carlo